Caprera : museo Garibaldi
Di luca ajroldi • 31 ago, 2010 • Categoria: Accade oggi
Scrive Paolo Rumiz su Repubblica.it:
Bonificò mezza isola, scavò pozzi, disegnò canali, rese fertili sessanta ettari di brughiera. Trovò tombe romane, monete, fonti antichissime. Era il suo piccolo stato di Utopia. Poi venne il tempo dello spreco, il tempo in cui il popolo di pastori e contadini divenne popolo di uscieri, portaborse e guardiaboschi, e la buona terra fu lasciata andare. Pini marittimi, mai esistiti sull’isola, vennero piantati al posto dei lentischi per distribuire contributi europei. La Forestale anziché conservare le fonti le riempì di pietre. Non fu abbandono. Fu peggio: sterminio pianificato. E oggi le terre di Garibaldi sono terre di cinghiali, esposte all’incendio e al degrado. Invece di spendere milioni di euro per celebrazioni insincere, perché non si ripristina questo luogo, per farne un simbolo di un’Italia libera e frugale che lavora?
Mi approprio della sua proposta e la rilancio a chi ci legge.


