Ecco i veri dati sulla disoccupazione in Italia
Di luca ajroldi • 02 set, 2010 • Categoria: Italia
In questi giorni stanno facendo notizia i dati resi pubblici dall’Istat sulla disoccupazione in Italia. Sui quotidiani, nei Tg e in ogni altro mezzo d’informazione è una girandola di percentuali e numeri. Ognuno da i suoi. Insomma basta cambiare le date di riferimento o la fascia di età da osservare e, subito, le cose cambiano. Se quindi le statistiche si possono interpretare come fanno i cittadini a orientarsi? Lo abbiamo chiesto a Giovanna Altieri, direttrice dell’Ires (istituto ricerche economiche e sociali)che ci ha spiegato:
Innanzi tutto è sbagliato pretendere di interpretare le statistiche. I numeri vanno letti non interpretati.
E quindi se volessimo leggere i numeri cosa ci direbbero?
Che ci sono in Italia 3 milioni di persone senza un lavoro. Di questi, un milione e 700mila sono i disoccupati formalmente riconosciuti e il restante milione e 300 mila è formato da quelle persone che pur non avendo un lavoro, non lo stanno cercando perché scoraggiati. Questi ultimi sono coloro che definiamo gli inattivi, di cui 900 mila sono donne.
Ma c’è chi ha parlato di ripresa della produzione
La recessione c’è ancora, è un po’ meno acuta ma c’è. Se anche la produzione industriale può far segnare variazioni è ancora molto al di sotto dei livelli pre crisi. Questo vuol dire che nemmeno nel 2010 si riusciranno a riassorbire tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro a partire dalla seconda metà del 2008. Tenga presente che ci sono 500 mila lavoratori in cassa integrazione.
Sulla disoccupazione però il Governo ci dice che il dato medio è più basso o che comunque, come affermano alcuni organi di informazione, stiamo meglio rispetto ad altri paesi europei.
Per quanto riguarda l’occupazione siamo tutt’oggi nella fase acuta, la tendenza più preoccupante è la crescita degli scoraggiati. Mentre se volessimo fare un raffronto con l’Europa dovremmo prendere in considerazione il Tasso di Attività
Ovvero
Il Tasso di Attività si ricava dal rapporto tra chi è occupato, o sta cercando lavoro, e l’intera popolazione in età di lavoro. In Italia siamo al 62% mentre in Europa segna 72,5%. Se anche volessimo tenere in considerazione gli inattivi arriveremmo comunque soltanto al 66,1%


