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Fregature elettriche: la tariffa bioraria farà aumentare le bollette

Di giuseppe • 06 lug, 2010 • Categoria: Consumerismo, Consumi

Le nuove tariffe biorarie, entrate in vigore il primo luglio, non permetteranno alcun risparmio per le famiglie italiane, ma anzi un aumento tra il 5 e il 7% dei costi in bolletta. La bioraria, presentata come una possibilità di risparmio in realtà porterà ad un aumento medio delle bollette; il pareggio dei conti, o addirittura [...]



6595Le nuove tariffe biorarie, entrate in vigore il primo luglio, non permetteranno alcun risparmio per le famiglie italiane, ma anzi un aumento tra il 5 e il 7% dei costi in bolletta. La bioraria, presentata come una possibilità di risparmio in realtà porterà ad un aumento medio delle bollette; il pareggio dei conti, o addirittura un beneficio, sarà riservato ad una piccola nicchia di consumatori. Le tariffe biorarie prevedono infatti dei prezzi superiori per l’erogazione dell’energia elettrica dalle 8 alle 19 dei giorni feriali, e più bassi la sera e nei weekend. Numeri alla mano però, risparmieranno solo pochi utenti: single professionisti che non passano tempo in casa o coppie senza figli con due lavori a tempo pieno. I conti li ha fatti Supermoney.eu il primo portale italiano dedicato al confronto delle tariffe. Alla base di questa analisi ci sono i dati di consumo energetico degli italiani, così come identificabili dal sito Aeeg (l’Autorità Garante per l’Energia). Una famiglia media di quattro persone consuma circa
3.500 kWh, di cui 400 per il forno elettrico, 300 per la lavastoviglie, 400 per il congelatore, 200 per la lavatrice, e non meno di 240 per il condizionatore (ma in questo periodo i tempi di utilizzo si allungano non poco). Prima dell’ingresso della bioraria si poteva stimare un uso di circa il 70% dell’energia nella fascia “alta” e di circa il 30% la sera ed il weekend. Con un comportamento accorto, usando lavatrice e lavastoviglie sempre di sera, si può arrivare al 60% durante il giorno ed il 40% la sera e nei weekend. Ma il forno per mangiare, il frigo, il congelatore e il condizionatore rimangono in funzione. Non è certo possibile far da mangiare a mezzanotte per il giorno dopo o stirare sempre dopo cena. Le conseguenze per il consumatore sono presto dette: chi cerca di adeguarsi senza stravolgere le proprie abitudini, ci rimette circa 25-30 euro l’anno (tra il 4% ed il 5% della spesa totale); chi non si preoccupa delle nuove tariffe ci rimette 40 euro l’anno (tra il 6% ed il 7% della spesa totale). Se si volesse trarre beneficio dalla riforma bisognerebbe praticamente non utilizzare gli elettrodomestici durante il giorno: un cambiamento radicale delle proprie abitudini di consumo. Siete avvertiti.

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