<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ilJournal.it &#187; Gusti</title>
	<atom:link href="http://www.iljournal.it/category/enogastronomia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.iljournal.it</link>
	<description>Il Quotidiano online con notizie, inchieste, opinioni senza compromessi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 17:01:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>86 ingredienti per l&#8217;agnello</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/86-ingredienti-per-lagnello/345068</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/86-ingredienti-per-lagnello/345068#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>
		<category><![CDATA[agnello]]></category>
		<category><![CDATA[costolette]]></category>
		<category><![CDATA[ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=345068</guid>
		<description><![CDATA[Mia nonna diceva che per cucinare un buon agnello bisogna metterlo a bagno in tanto vino rosso con alloro, aglio, cipolla, sedano, carota e lasciarlo in infusione anche per un paio di giorni girando di tanto in tanto. Ricetta di antica data, dunque, che mia nonna aveva ereditato da sua madre e così via poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><div class="publyz" style="display: block;height: 75px;overflow: hidden;text-align: center;clear: both;"><!-- PUBLY -->
<iframe id='ae5460ae' name='ae5460ae' src='http://adsy.publy.it/www/delivery/afr.php?zoneid=701&cb=1452639725' frameborder='0' scrolling='no' width='468' height='60'><a href='http://adsy.publy.it/www/delivery/ck.php?n=ac62adcc&cb=1452639725' target='_blank'><img src='http://adsy.publy.it/www/delivery/avw.php?zoneid=701&cb=1452639725&n=ac62adcc' border='0' alt='' /></a></iframe>
<!-- DO NOT MODIFY --></div></p><p><img src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/costolette-agnello-300x225.jpg" alt="" title="costolette-agnello" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-345074" />Mia nonna diceva che per cucinare un buon agnello bisogna metterlo a bagno in tanto vino rosso con alloro, aglio, cipolla, sedano, carota e lasciarlo in infusione  anche per un paio di giorni girando di tanto in tanto.<br />
<br />
Ricetta di antica data, dunque, che mia nonna aveva ereditato da sua madre e così via poi con il passare del tempo e con la ricerca continua di nuovi sapori e di nuove attrazioni culinarie i grandi ( ma anche i piccoli) cuochi si sono messi ad elaborare, aggiungendo, togliendo, aggiungendo ancora. E alla fine viene fuori una domanda. Con che cosa condiamo l&#8217;agnello una volta cotto ?<br />
<br />
Ci hanno pensato gli chef del <strong><a href="http://www.alinea-restaurant.com/pages/gallery/gallery_top.html">ristorante Alinea</a></strong> con una ricetta particolare chiamata Lamb 86.<br />
<br />
Ben 86 ingredienti e un esercito di chef solo per realizzarlo. Ecco il video:<br />
<br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/wSygdcskpFw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/86-ingredienti-per-lagnello/345068/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Centoventi anni di Coca Cola</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 09:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eduardo lubrano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>
		<category><![CDATA[Coca Cola]]></category>
		<category><![CDATA[formula]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Invenzione]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=341759</guid>
		<description><![CDATA[Il farmacista John Pemberton aveva in mente una medicina contro il mal di testa quando mise insieme la formula della Coca Cola nel 1886. Per caso la bevanda divenne frizzante e si diffuse in un lampo in tutto il mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-341779" href="http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /cocacola-bottiglie"><img class="alignnone size-full wp-image-341779" title="cocacola bottiglie" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/cocacola-bottiglie.jpg" alt="" width="405" height="289" /></a>Oggi si festeggiano due compleanni per la bevanda rinfrescante più famosa del mondo, la Coca Cola. La prima è legata al giorno : perché l&#8217;8 maggio del 1886, il farmacista di Atlanta John Pemberton registrò la sua formula segreta per una nuova bevanda creata dalle noci di cola e dagli estratti della pianta di coca.</p>
<p>L&#8217;altro compleanno riguarda l&#8217;anno : nel 1892, e dunque 120 anni fa, Asa Candler <a href="http://www.coca-colaitalia.it/advstory.aspx">fondò </a>la Coca Cola Company dopo aver acquistato l&#8217;anno precedente i diritti dai soci di Pemberton che era morto nel 1888, che nonostante il successo immediato della sua invenzione, aveva accumulato debiti per 2300 dollari.</p>
<p><a href="http://www.georgiaencyclopedia.org/nge/Article.jsp?id=h-2747">Pemberton</a> era un uomo che aveva dovuto ricostruirsi la vita dopo la sconfitta della Confederazione degli Stati del Sud ed era molto attivo. Tra i suoi successi si registravano allora uno sciroppo per la tosse, una medicina per il fegato ed una per il sangue, oltre ad una tintura per i capelli.</p>
<p>L&#8217;8 maggio 1886, nel giardino dietro casa al n.107 di Marietta Street ad Atlanta, Pemberton preparò lo sciroppo per un nuovo tonico in una caldaia di ottone. Dopo quel sabato portò la sua brocca di sciroppo alla farmacia Jacob, uno dei più grandi drugstore di Atlanta. Il bar dove si servivano bevande e gelati era gestito da Willis E. Venable.</p>
<p>Pemberton convinse Venable a mescolare un po&#8217; dello sciroppo con acqua e a provarlo. Al gestore piacque e decise immediatamente di venderlo. Così quel giorno di maggio per la prima volta qualcuno pagò un &#8220;nichel&#8221; (5 centesimi) per un bicchiere della preparazione di Pemberton. In un paio di giorni fu scelto il nome di Elisir e sciroppo di <a href="http://www.coca-cola.com/index.jsp">Coca Cola</a>.</p>
<p>Il 29 maggio 1886 il quotidiano &#8220;<a href="http://www.scholieren.com/werkstukken/1446">Atlanta Daily Journal</a>&#8221; ebbe l&#8217;onore di pubblicare la prima inserzione per la Coca-Cola. In meno di un mese dalla sua introduzione sul mercato più di una ditta già vendeva la Coca-Cola. Che ancora non era frizzante perché il cambiamento definitivo della formula avvenne accidentalmente la mattina del 15 novembre 1886. Un gentiluomo chiamato John G. Wilkes aveva alzato un po&#8217; il gomito la sera prima. Si era svegliato con un terribile mal di testa e aveva cercato sollievo in una farmacia vicina. Poichè la Coca-Cola era stata creata e pubblicizzata da Pemberton come cura per il mal di testa, Wilkes si era seduto al banco e aveva richiesto a voce bassa un bicchiere di Coca-Cola. Il cameriere per sbaglio mescolò lo sciroppo con acqua frizzante. La bevanda piacque a Wilkes e diede sollievo alle sue tempie martellanti. Da allora divenne consuetudine mescolare lo sciroppo di Coca- Cola con acqua frizzante.</p>
<p>Fin qui la storia di Pemberton. Morto lui la società che aveva fondato con altri soci nonostante il successo fu presto preda dei debiti e dovette vendere ad<a href="http://http://www.inc.com/30years/articles/asa-candler.html"> Asa Candler</a> che diede il via a quella che oggi conosciamo come una dei marchi più famosi nel mondo.</p>
<p>Nel 1919 arrivò la quotazione in borsa, nel 1927 la Coca Cola sbarcò in Italia e poi in tutti i posti dove l&#8217;esercito degli Stati Uniti andava a combattere e dove poco dopo nasceva una fabbrica.</p>

<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /la-sete-si-ferma-qui' title='&quot;La sete si ferma qui&quot;'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/La-sete-si-ferma-qui-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="&quot;La sete si ferma qui&quot;" title="&quot;La sete si ferma qui&quot;" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /640px-early_coca-cola_cans' title='640px-Early_Coca-Cola_Cans'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/640px-Early_Coca-Cola_Cans-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="640px-Early_Coca-Cola_Cans" title="640px-Early_Coca-Cola_Cans" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /coca-cola-collezione-lattine' title='Coca Cola collezione lattine'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/Coca-Cola-collezione-lattine--90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Coca Cola collezione lattine" title="Coca Cola collezione lattine" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /coca-cola-italia' title='coca cola Italia'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/coca-cola-Italia-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="coca cola Italia" title="coca cola Italia" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /coca-cola-loghi' title='coca-cola loghi'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/coca-cola-loghi-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="coca-cola loghi" title="coca-cola loghi" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /coca-cola-mystic-by-jerome-olivet-01' title='Coca-Cola-Mystic-by-Jerome-Olivet-01'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/Coca-Cola-Mystic-by-Jerome-Olivet-01-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Coca-Cola-Mystic-by-Jerome-Olivet-01" title="Coca-Cola-Mystic-by-Jerome-Olivet-01" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /cocacola-bottiglie' title='cocacola bottiglie'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/cocacola-bottiglie-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cocacola bottiglie" title="cocacola bottiglie" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /costume-griffato' title='Costume griffato'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/Costume-griffato-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Costume griffato" title="Costume griffato" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /distribuotri-automatici-vintage' title='distribuotri automatici vintage'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/distribuotri-automatici-vintage-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="distribuotri automatici vintage" title="distribuotri automatici vintage" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /i-segreti-della-coca-cola' title='I segreti della Coca Cola'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/I-segreti-della-Coca-Cola-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="I segreti della Coca Cola" title="I segreti della Coca Cola" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /la-prima-pubblicita-sullatlanta-daily-journal-1886' title='La prima pubblicità sull&#039;Atlanta Daily Journal 1886'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/La-prima-pubblicità-sullAtlanta-Daily-Journal-1886-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La prima pubblicità sull&#039;Atlanta Daily Journal 1886" title="La prima pubblicità sull&#039;Atlanta Daily Journal 1886" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /la-pubblicita-per-lolimpiade-di-pechino' title='La pubblicità per l&#039;Olimpiade di Pechino'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/La-pubblicità-per-lOlimpiade-di-Pechino-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La pubblicità per l&#039;Olimpiade di Pechino" title="La pubblicità per l&#039;Olimpiade di Pechino" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /lattine-italia-per-euro-2012' title='Lattine Italia per Euro 2012'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/Lattine-Italia-per-Euro-2012-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Lattine Italia per Euro 2012" title="Lattine Italia per Euro 2012" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /marchio-coca-cola-in-cile' title='Marchio Coca Cola in Cile'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/Marchio-Coca-Cola-in-Cile-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Marchio Coca Cola in Cile" title="Marchio Coca Cola in Cile" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /unetichetta-coca-cola' title='Un&#039;etichetta Coca Cola'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/Unetichetta-Coca-Cola-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Un&#039;etichetta Coca Cola" title="Un&#039;etichetta Coca Cola" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759 /una-delle-prime-pubblicita' title='Una delle prime pubblicità'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/Una-delle-prime-pubblicità-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Una delle prime pubblicità" title="Una delle prime pubblicità" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/centoventi-anni-di-coca-cola/341759/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il cioccolato nel mondo</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/il-cioccolato-nel-mondo/332326</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/il-cioccolato-nel-mondo/332326#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 15:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>
		<category><![CDATA[Cacao]]></category>
		<category><![CDATA[Cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[infografica]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Trasformatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=332326</guid>
		<description><![CDATA[Mentre vi starete ancora deliziando con il cioccolato delle uova pasquali, ecco una mappa che vi svela da dove proviene ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-332333" href="http://www.iljournal.it/2012/il-cioccolato-nel-mondo/332326 /cioccolato-11"><img class="alignleft size-full wp-image-332333" title="cioccolato-11" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/cioccolato-11.jpg" alt="" width="160" height="105" /></a>La mappa del commercio mondiale di cioccolato nell&#8217;illustrazione realizzata per il Guardian da Jenny Ridley. Il planisfero è stato modellato con cioccolato fuso lasciato raffreddare, ma dopo esser stato fotografato, <a href="http://www.guardian.co.uk/news/datablog/2012/apr/05/chocolate-world-map#_">assicura</a> la redazione, l&#8217;originale si è rivelato estremamente delizioso.</p>
<p>Come si può facilmente intuire dal grafico, il commercio del cioccolato genera un volume di affari imponente. Secondo gli ultimi dati forniti dall&#8217;Organizzazione internazionale del cacao (<a href="http://www.icco.org/">ICCO</a>) , nel periodo 2009/2010 sono state esportate in tutto il mondo 2,650,342 di tonnellate di cacao.</p>
<p>La maggior parte di questa materia prima viene acquistata dai Paesi Bassi dove viene lavorata e rivenduta sotto forma di cioccolato, liquore di cacao, burro o polvere.</p>
<p>Clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla<br />
<a rel="attachment wp-att-332327" href="http://www.iljournal.it/2012/il-cioccolato-nel-mondo/332326 /the-world-of-chocolate-map"><img class="alignleft size-large wp-image-332327" title="The world of chocolate map" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/The-world-of-chocolate-ma-009-1024x936.jpg" alt="" width="331" height="302" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/il-cioccolato-nel-mondo/332326/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La &#8220;nouvelle cuisine&#8221; del Libano</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 06:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=331350</guid>
		<description><![CDATA[La cucina tipica libanese è ricca di storia e tradizioni che però per molti anni sono state dimenticate perchè soprattutto Beirut è stata una città internazionale dove si poteva trovare la cucina di tutto il mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-331351" href="http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /851782210_3e87d8119a"><img class="alignnone size-full wp-image-331351" title="851782210_3e87d8119a" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/851782210_3e87d8119a.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a>Karim Haidar è uno dei più importanti cuochi del Libano. Già responsabile di alcuni dei migliori locali libanesi a Londra e a Parigi, ha da poco aperto un nuovo ristorante a Beirut, Zabad, nella zona di Zaitunay Bay, con un obiettivo ambizioso: portare la cucina locale in una nuova era, come scrive il quotidiano di Beirut <a href="http://www.dailystar.com.lb/Culture/Lifestyle/2012/Feb-16/163446-chef-karim-haidars-nouvelle-cuisine-evolves-lebanese-classics.ashx#axzz1rUIXod8Q">The Daily Star</a>, e modernizzare un patrimonio gastronomico ricchissimo e vario.</p>
<p>“In Libano abbiamo una grande cucina, centinaia di ingredienti e di ricette che variano da villaggio a villaggio”, afferma <a href="http://www.cookandeat-lebanese.com/Chef-Karim-Haidar">Haidar</a>. “Tutte le cucine del mondo si evolvono e cambiano. Noi invece rimaniamo fermi e dimentichiamo perfino di guardare alle nostre tradizioni. I vecchi piatti vengono dimenticati, e non siamo capaci di inventarne di nuovi. Ci limitiamo ad aspettare”.</p>
<p>La strada scelta da Haidar, invece, è recuperare i <a href="http://www.arabcomint.com/la_raffinata_cucina_libanese.htm">classici libanesi</a>, anche quelli meno conosciuti, reinterpretarli con ingredienti insoliti e svecchiarne la presentazione. È così che sono stati riscoperti i <em>kibbeh</em> di zucca o di patate, vecchie ricette di famiglia spesso trascurate dai ristoranti più raffinati, ed è così che sono nati piatti più innovativi come la tartare di bottarga con erba brusca e olive nere o le <em>kafta</em> (polpette) di anatra con datteri e salvia. Anche ai <em>falafel</em> Haidar ha riservato un trattamento particolare: nell’impasto ha aggiunto cannella e scorza di limone, e per accompagnarli ha sostituito la tradizionale salsina a base di sesamo con un intingolo di miele, pinoli e basilico.</p>
<p>Da Zabad anche il pane è particolare. Il grano usato è sempre quello locale, il <em>jareesh</em>, e la cottura avviene nel grande forno di terracotta, il <em>tannour</em>. Il risultato, però, non è la solita focaccia di grandi dimensioni, da spezzare con le mani, ma piccoli bocconcini di pane morbido e profumato, più facili da servire a tavola.</p>

<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /851782210_3e87d8119a' title='851782210_3e87d8119a'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/851782210_3e87d8119a-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="851782210_3e87d8119a" title="851782210_3e87d8119a" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /cucina-libanese-i-mezze-blog' title='Cucina Libanese - I mezze blog'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/Cucina-Libanese-I-mezze-blog-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Cucina Libanese - I mezze blog" title="Cucina Libanese - I mezze blog" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /falafel' title='falafel'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/falafel-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="falafel" title="falafel" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /libano_zaatar-sito' title='libano_zaatar-sito'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/libano_zaatar-sito-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="libano_zaatar-sito" title="libano_zaatar-sito" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /llibanesisches_restaurant_palmedebeirut_spezialitaeten_mezze_big' title='llibanesisches_restaurant_palmedebeirut_spezialitaeten_mezze_big'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/llibanesisches_restaurant_palmedebeirut_spezialitaeten_mezze_big-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="llibanesisches_restaurant_palmedebeirut_spezialitaeten_mezze_big" title="llibanesisches_restaurant_palmedebeirut_spezialitaeten_mezze_big" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /noura' title='noura'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/noura-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="noura" title="noura" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /ridotta1' title='ridotta1'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/ridotta1-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ridotta1" title="ridotta1" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /ridotta2' title='ridotta2'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/ridotta2-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ridotta2" title="ridotta2" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350 /w550_20060214174645' title='w550_20060214174645'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/w550_20060214174645-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="w550_20060214174645" title="w550_20060214174645" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/la-nouvelle-cuisine-del-libano/331350/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gusto in Scena con gli stellati nella città dei Dogi</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/gusto-in-scena-con-gli-stellati-nella-citta-dei-dogi/330352</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/gusto-in-scena-con-gli-stellati-nella-citta-dei-dogi/330352#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 15:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario stramazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=330352</guid>
		<description><![CDATA[Cucinare CON&#8230; cucinare SENZA&#8230;Grassi, era stato il tema del  2011 a Lugano, Cucinare CON&#8230; cucinare SENZA&#8230;Sale, è il tema che invece sarà sviluppato per l&#8217;edizione di Gusto in Scena 2012, in quel della Serenissima città dei dogi che ospiterà l&#8217;evento i prossimi 15, 16 e 17 aprile. Tre appuntamenti  in uno , i vini, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a rel="attachment wp-att-330387" href="http://www.iljournal.it/2012/gusto-in-scena-con-gli-stellati-nella-citta-dei-dogi/330352 /portinari"><img class="alignright size-medium wp-image-330387" title="portinari" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/portinari-300x288.jpg" alt="" width="300" height="288" /></a>Cucinare CON&#8230; cucinare SENZA&#8230;Grassi</em>, era stato il tema del  2011 a Lugano, <em>Cucinare CON&#8230; cucinare SENZA&#8230;Sale</em>,  è il tema che invece sarà sviluppato per l&#8217;edizione di  Gusto in Scena  2012, in quel della Serenissima città dei dogi che ospiterà l&#8217;evento i  prossimi 15, 16 e 17 aprile. Tre appuntamenti  in uno ,  i vini, i cuochi , la  gastronomia ideati da Marcello Coronini ( nella foto con lo stellato Nicola Portinari),  che per  questa edizione ha affiancato alla fortunata manifestazione anche   un inedito “Fuori di Gusto” che coinvolge non  solo una selezione di luoghi del mangiare bene a Venezia, ma anche dei  ristoranti stellati del Veneto e di mezza Italia. L’Idea, si legge nella presentazione di Gusto in Scena,<em> è nata dalla convinzione che si debba creare un legame tra i cuochi e  la salute, e che solo l&#8217;alta cucina sia in grado di fare ricerca e  studiare il giusto compromesso tra salute e piacere del mangiare con  gusto. L&#8217;aspetto salutistico del congresso è stato sposato anche dal  Ministero della Salute che ha riconosciuto, dandone il patrocinio,  l’importante valenza dell’impegno di Gusto in Scena</em>.  E&#8217; così che per la terza volta, cantine  italiane, produttori gastronomici e mondo della ristorazione di qualità  si incontreranno a Venezia nella  emozionante cornice della Scuola  Grande di San Giovanni Evangelista. Dopo il taglio del nastro, alle 13  di venerdì sul palcoscenico per il primo, Chef in Concerto, dei molti  momenti imperdibili della tre giorni alle 13.30   Nicola Portinari  de  <a href="http://www.lapeca.it/" target="_blank"><strong>La Peca</strong></a>- Lonigo (VI), alle  14.20   Riccardo De Prà del <a href="http://www.dolada.it/" target="_blank"><strong>Dolada</strong></a> di  Plois in Pieve d’Alpago (Bl), Fabio Pisani e Alessandro Negrini de <a href="http://www.aimoenadia.com/site/" target="_blank"><strong>Il Luogo</strong></a>di Aimo e Nadia – Milano, dalle 15,00, seguito da Fabio Baldassarre dell&#8217; <a href="http://www.unicorestaurant.it/entrance.html" target="_blank"><strong>Unico</strong></a> – Milano alle 15,40, mentre a concertare, dalle 16,20 toccherà a Ernst Knam della pasticceria l<strong>&#8216;</strong><a href="http://www.eknam.com/homepage_it.php" target="_blank"><strong>Antica di Ernst Knam</strong></a> – Milano. Per tutto il pomeriggio, fino alle 19.30 : degustazioni  con   I Magnifici Vini  e Seduzioni di Gola. Non contenti di un così  brillante avvio, ideatore e curatori di Gusto in Scena si riparte il  giorno dopo,<strong> lunedì 16 aprile alle 10 con </strong> Mara Martin, <a href="http://www.dafiore.it/main.asp?pg=presentazione&amp;lang=ita" target="_blank"><strong>Da Fiore</strong></a> – Venezia, alle 10.40 Alfio Ghezzi, <a href="http://www.locandamargon.it/" target="_blank"><strong>Locanda Margon</strong></a>- Trento, 11.20 Ilario Vinciguerra, <a href="http://www.ilariovinciguerra.it/" target="_blank"><strong>Ilario Vinciguerra </strong><strong>Resturant-</strong></a> Gallarate (Va), 12.00 Mauro Uliassi, dell&#8217;<a href="http://www.uliassi.it/" target="_blank"><strong>Uliassi</strong></a> &#8211; Senigallia (AN).  Dalle ore 13.00 alle 15.00, una pausa per consentire di salire sul podio a Luca Marchini de             <a href="http://www.lerbadelre.it/" target="_blank"><strong>L’Erba del Re</strong></a> – Modena, 15.40 Ana Ros, <a href="http://www.hisafranko.com/it/index.html" target="_blank"><strong>Hisa Franco </strong></a>– Kobarid (Slovenia), 16.20 Paolo Barrale              <a href="http://www.marenna.it/" target="_blank"><strong>Marennà</strong> </a>- Sorbo Serpico (AV), 17.00  Daniel Facen  <a href="http://www.ristoranteanteprima.it/" target="_blank"><strong>Anteprima</strong></a>- Chiuduno (BG). Dalle 11.00 alle 19.00: Degustazioni &#8211; I Magnifici Vini  e Seduzioni di Gola. Ultimo giorno ma non meno imperdibile, m<strong>artedì 17 aprile con </strong>Paolo Teverini,  <a href="http://www.paoloteverini.it/ristorante/index.asp" target="_blank"><strong>Paolo Teverini</strong></a> &#8211; Bagno di Romagna (FC),alle 10. Seguito da Massimo Spigaroli,              <a href="http://www.acpallavicina.com/" target="_blank"><strong>Antica Corte Pallavicina</strong></a> – Polesine Parmense (PR), 11.20 Gian Paolo Raschi del <a href="http://www.ristoranteguido.it/web/index.html" target="_blank"><strong>Miramare</strong></a>di Rimini (RN) alle 12.00 Gaetano Trovato dell&#8217; <a href="http://www.arnolfo.com/" target="_blank"><strong>Arnolfo</strong></a>- Colle Val d&#8217;Elsa (SI).Doopo la pausa, dalle ore 13.00 alle 15.00, Herbert Hintner del  <a href="http://www.zur-rose.com/" target="_blank"><strong>Zur Rose</strong></a><strong>-</strong> San Michele Appiano (BZ), 15.40 Andrea Ribaldone de <a href="http://www.lafermata-al.it/cucina.html" target="_blank"><strong>La fermata</strong>- <strong>Spinetta</strong></a> Marengo (AL), 16.20 il dott. Bruno Scarpa              Ministero della Salute.Dalle 11.00 alle   19.00 : Degustazioni &#8211; I Magnifici Vini  e Seduzioni di Gola .  Per partecipare questo è il <a href="http://www.gustoinscena.it/pdf/iscrizioni_congresso.pdf" target="_blank"><strong>link </strong></a>da cliccare</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/gusto-in-scena-con-gli-stellati-nella-citta-dei-dogi/330352/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I colori, profumi e sapori dell&#8217;Irpinia in gara</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/i-colori-profumi-e-sapori-dellirpinia-in-gara/329938</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/i-colori-profumi-e-sapori-dellirpinia-in-gara/329938#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 13:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario stramazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>
		<category><![CDATA[fiano]]></category>
		<category><![CDATA[Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[taurasi]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=329938</guid>
		<description><![CDATA[Prima edizione del concorso nazionale enogastronomico &#8220;Vino&#8230; Fantasia, colori, profumi e sapori dell&#8217;Irpinia&#8221; dal 12 al 13 aprile prossimi. L&#8217;iniziativa ha come obiettivo la promozione del territorio dell&#8217;Irpinia e la sensibilizzazione dei giovani verso il turismo ed i prodotti gastronomici di questa antica e magnifica terra, depositaria di antichi vitigni che possono fregiarsi di tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-329941" href="http://www.iljournal.it/2012/i-colori-profumi-e-sapori-dellirpinia-in-gara/329938 /az01"><img class="alignleft size-medium wp-image-329941" title="az01" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/az01-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Prima edizione del concorso nazionale enogastronomico &#8220;Vino&#8230; Fantasia, colori, profumi e sapori dell&#8217;Irpinia&#8221; dal 12  al  13 aprile prossimi. L&#8217;iniziativa ha come obiettivo la promozione del territorio  dell&#8217;Irpinia e la sensibilizzazione dei  giovani verso il turismo ed i prodotti gastronomici di questa antica e magnifica terra, depositaria di antichi vitigni che possono fregiarsi di tre , tra le cinque D.O.C.G. dell&#8217;Italia Meridionale come: il Taurasi, il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino. In particolare il concorso verterà sulla realizzazione di piatti, dall&#8217;antipasto al dessert, aventi come base i prodotti più caratteristici di questa parte d&#8217;Italia no ancora valorizzata come si conviene e come è convinta l&#8217;azienda Tenuta Cavalier Pepe. Vitale realtà vitivinicola che si è fatta motore propulsore di questa prima edizione di “ &#8220;Vino&#8230; Fantasia, colori, profumi e sapori dell&#8217;Irpinia&#8221;. Ai piatti in concorso saranno abbinati il Taurasi DOCG “Opera mia” il “&#8221;Santo Stefano&#8221; Irpinia Campi Taurasiní DOC, il &#8220;Nestor&#8221; Greco di Tufo DOCG, il &#8220;Refiano&#8221; Fiano di Avellino DOCG, il &#8220;Bianco di Bellona&#8221; Irpinia Coda di Volpe DOC, i l &#8220;Rosato del Varo&#8221; Irpinia Rosato DOC ,“Chicco D’Oro” Irpinia Fiano Passito DOC .  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/i-colori-profumi-e-sapori-dellirpinia-in-gara/329938/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La leggenda della pastiera napoletana</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/la-leggenda-della-pastiera-napoletana/329540</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/la-leggenda-della-pastiera-napoletana/329540#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 14:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>
		<category><![CDATA[fiori d'arancio]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[pastiera]]></category>
		<category><![CDATA[pastiera napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[posillipo]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta migliore]]></category>
		<category><![CDATA[San gregorio armeno]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>
		<category><![CDATA[vesuvio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=329540</guid>
		<description><![CDATA[La pastiera napoletana, tipico dolce pasquale, si porta appresso leggende e storie intriganti nonsempre veritiere. L'unica cosa certa è che la pastiera è un dolce fantastico!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-329544" href="http://www.iljournal.it/2012/la-leggenda-della-pastiera-napoletana/329540 /la-pastiera-napoletana"><img class="alignleft size-medium wp-image-329544" title="la pastiera napoletana" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/la-pastiera-napoletana-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Se c’è un dolce che a Napoli e carico di leggende antiche quello è la <strong><em>“pastiera napoletana”</em></strong>.</p>
<p>La più famosa è quella della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partenope_(mitologia)">sirena Partenope</a></strong> che incantata dalla bellezza del golfo tra Posillipo ed il Vesuvio aveva fissato lì la sua dimora. Ogni primavera emergeva dalle acque per salutare la gente del golfo e allietarli con i suoi canti di amore e gioia.</p>
<p>I napoletani erano affascinati dal suono della sua voce e vollero ringraziarla offrendole quanto di più prezioso avessero. Sette bellissime fanciulle furono incaricate di consegnare i doni alla bella Partenope:</p>
<p>la <strong>farina</strong>, forza e ricchezza della campagna;<br />
la <strong>ricotta</strong>, omaggio di pastori e pecorelle;<br />
le <strong>uova</strong>, simbolo della vita che sempre si rinnova;<br />
il <strong>grano tenero</strong>, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura;<br />
l&#8217;acqua di fiori <strong>d&#8217;arancio</strong>, perché anche i profumi della terra solevano rendere omaggio;<br />
le <strong>spezie</strong>, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo;<br />
lo <strong>zucchero</strong>, per esprimere l&#8217;ineffabile dolcezza profusa dal canto di Partenope.</p>
<p>La sirena gradì moltissimi i doni, ma nel raccoglierli li mescolò in un amalgama che le lasciò tra le mani la prima pastiera di cui fu l’inconsapevole autrice.</p>
<p>Si racconta anche che <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Teresa_d%27Austria">Maria Teresa D&#8217;Austria</a></strong>, consorte del re Ferdinando II° di Borbone, soprannominata &#8220;la Regina che non sorride mai&#8221;, un giorno cedette alle insistenze del marito, famoso per la sua ghiottoneria, e accondiscese ad assaggiare una fetta di Pastiera fatta da una sua cameriera. Al primo morso esclamo: &#8220;<strong>E&#8217; o&#8217;Paraviso!&#8221;</strong> e finalmente sorrise.</p>
<p>Il re che vide finalmente  sorridere la sua consorte esclamò:</p>
<p>&#8220;E che marina!<br />
Pe fa ridere a tte, ce vò a Pastiera?<br />
Ordino al cuoco che, a partir d&#8217;adesso,<br />
Stà Pastiera la faccia un pò più spesso.<br />
Nun solo a Pasca, che altrimenti è un danno;<br />
pe te fà ridere adda passà n&#8217;at&#8217; anno!&#8221;</p>
<p>Una leggenda più vicino alla realtà invece dice che fu inventata da una suora di un antico convento di Napoli. Questa suora volle che il profumo dei fiori dell&#8217;arancio del giardino conventuale si mescolasse alla ricotta, al grano coltivato nella dura terra e che germoglia come oro, alle uova simbolo di nuova vita, e all&#8217;acqua di mille fiori odorosa come la primavera, il cedro e le aromatiche spezie venute dall&#8217;Asia.</p>
<p>E forse sono proprio le suore che ne detengono la ricetta migliore. Quelle dell&#8217;antichissimo convento di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Gregorio_Armeno">San Gregorio Armeno</a></strong> ad esempio erano reputate maestre nella manipolazione della pastiera, e nel periodo pasquale ne confezionavano per le  dimore patrizie e della ricca borghesia.</p>
<p>La volete una curiosità? Il popolo raccontava che avevano un modo tutto loro di preparare la pastiera. L&#8217;impasto veniva messo sui sedili di marmo del loro chiostro e ci si sedevano sopra le suore che avevano il fondoschiena più florido. Sussurrando devote preghiere si dimenavano a lungo e ritmicamente permettendo così alla pasta di crescere rigogliosa.</p>
<p>Ricette ce ne sono tantissime ma le suore del convento di San Gregorio Armeno non mi hanno voluto dare la loro.</p>
<p>Ho cercato la ricetta migliore per voi e posso dire che quella di questo video in basso somiglia moltissimo alla vera pastiera napoletana. L’unica accortezza e che il grano non deve diventare eccessivamente morbido, il chicco deve sentirsi in bocca.</p>
<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/THuBEqYj4vk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/THuBEqYj4vk?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/la-leggenda-della-pastiera-napoletana/329540/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uova spray: e non è uno scherzo</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/arrivano-le-uova-spray-e-non-e-uno-scherzo/328829</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/arrivano-le-uova-spray-e-non-e-uno-scherzo/328829#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 06:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=328829</guid>
		<description><![CDATA[Sapori perduti, trasformati in altro. Alimenti tipici prodotti altrove con qualche marchingegno legale. E ancora invenzioni per rendere la vita più facile. Ora ci sono le uova spray che durano sei mesi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iljournal.it/2012/arrivano-le-uova-spray-e-non-e-uno-scherzo/328829 /eggy" rel="attachment wp-att-328831"><img src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/03/eggy-300x209.jpg" alt="" title="eggy" width="300" height="209" class="alignleft size-medium wp-image-328831" /></a>Ve la immaginate una carbonara fatta con l’uovo spray? No, non sono impazzita. In questi giorni negli scaffali del supermercato potete trovare una bomboletta, tipo quella per la panna montata, che spruzza una mousse d’uovo.<br />
<br />
Avete ospiti imprevisti da stupire? Ragazzi a casa da soli per pranzo? Una spruzzata di <strong><a href="http://www.uovo.it/centro/immagini/leaflet-eggy.pdf">Eggy</a></strong> ed ecco una frittata bella e pronta.<br />
<br />
Omelette, carbonare (e qui i romani rabbrividiscono),  crêpes, uova strapazzate, impanature, basta semplicemente agitare la bomboletta e spruzzare il contenuto in una padella ed è subito fatta.<br />
<br />
Ma possibile che non si hanno 5 minuti per aprire e sbattere un paio di uova così come sono state create dalla natura? Dobbiamo mangiare uova liofilizzate in una sorta di bomboletta spray perché siamo pigri?<br />
<br />
E cosa c’è realmente in questa bomboletta? L’etichetta dice: Uovo intero liquido di gallina allevata a terra, pastorizzato, sotto pressione di gas alimentare CO2. Conservante E202 (sorbato di potassio). Valori nutrizionali per 100 g di prodotto: 136 Kcal/572 kJ; Proteine (indicative): >11%; Lipidi: >10%. Conservare tra 0° e 25° C, una volta aperto può rimanere fuori dal frigorifero fino a sei mesi in confronto a quelle naturali che si deperiscono molto ma molto prima.<br />
<br />
Uova che si conservano per sei mesi? Ma che diavoleria è mai questa?<br />
<br />
E non dimentichiamoci che il conservante E202, è il sorbato di potassio, utilizzato nell’industria alimentare come antimicotico e disinfettante.<br />
<br />
Ah si, stavo dimenticando il prezzo.  3,5 euro a fronte di 1,25 euro delle tradizionali confezioni da 6 uova.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/arrivano-le-uova-spray-e-non-e-uno-scherzo/328829/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scegli pesce al ristorante? Sei a rischio truffa</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/un-certificato-dorigine-per-evitare-truffe-culinarie/319630</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/un-certificato-dorigine-per-evitare-truffe-culinarie/319630#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 11:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=319630</guid>
		<description><![CDATA[Pesce fresco o d'importazione? Secondo la Coldiretti in Italia troppi prodotti ittici spacciati per locali provengono dall'estero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-319668" href="http://www.iljournal.it/2012/un-certificato-dorigine-per-evitare-truffe-culinarie/319630 /piatti-pesce"><img class="alignleft size-full wp-image-319668" title="piatti-pesce" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/03/piatti-pesce.jpg" alt="" width="294" height="187" /></a>La cucina italiana è tra le più famose al mondo per varietà e bontà. Ma non sempre i ristoranti nel nostro Paese offrono veramente il meglio. Secondo uno studio della Coldiretti, infatti, il 75% delle pietanze cucinate nei ristoranti non sono affidabili e riservano diverse sorprese, relative soprattutto alla loro origine e alla qualità. Così si può mangiare inconsapevolmente pesce allevato in Asia ma spacciato per pesce fresco italiano, vongole turche anziché nostrane, ma anche baccalà al posto del pescespada, o pangasio al posto della cernia.<br />
Il problema è che mentre nei supermercati e nei mercati i prodotti devono essere contrassegnati da un bollino che ne indichi la provenienza, questa norma non è applicata ai ristoranti. Che quindi possono sbizzarrirsi nello scrivere nel proprio menù qualunque cosa. Da qui la proposta di <a href="http://www.impresapesca.it/">Coldiretti Impresa Pesca</a>, che chiede al governo di estendere l&#8217;obbligo di etichetta di origine anche ai ristoranti. Una sorta di carta d&#8217;identità del prodotto, che lo accompagni fino alla tavola e che riguardi tutti gli alimenti, anche se il problema riguarda soprattutto il pesce. Infatti nel 2011 l&#8217;importazione di prodotti ittici è cresciuta dell&#8217;11%, superando i 4 milardi di euro, per un consumo annuale nel nostro Paese pari a più di un miliardo di kg.</p>
<p>Il punto della questione non riguarda però quanto pesce venga importato. Non si mette in discussione il libero mercato, ma semplicemente si cerca di tutelare i consumatori dalle truffe. Sono troppi i ristoratori che fanno pagare per pesce fresco e locale, pesce allevato d&#8217;importazione. D&#8217;altronde una volta cucinato è difficile distinguere tra un pesce italiano e uno proveniente dall&#8217;estero.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/un-certificato-dorigine-per-evitare-truffe-culinarie/319630/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Ansonico, un tesoro del Giglio</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/lansonico-un-tesoro-del-giglio/315203</link>
		<comments>http://www.iljournal.it/2012/lansonico-un-tesoro-del-giglio/315203#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 06:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucandrea massaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gusti]]></category>
		<category><![CDATA[Ansonico]]></category>
		<category><![CDATA[cooperativa]]></category>
		<category><![CDATA[isola del giglio]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljournal.it/?p=315203</guid>
		<description><![CDATA[Un vino bianco profumato e dal sapore persistente, un modo per parlare dell'Isola del Giglio per cose più amene rispetto a quanto accade ora. Una occasione di rilancio per l'economia gigliense e una fortuna per chi sa apprezzare i grandi vini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-315204" href="http://www.iljournal.it/2012/lansonico-un-tesoro-del-giglio/315203 /grappoli-di-ansonaco-del-giglio"><img class="alignleft size-full wp-image-315204" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/02/grappoli-di-ansonaco-del-giglio.jpg" alt="" width="356" height="260" /></a>Di questi tempi a parlar dell&#8217;Isola del Giglio si pensa solo alla tragedia della <a href="http://www.iljournal.it/2012/le-novita-sulla-costa-concordia/314392">Costa Concordia</a>, invece – per fortuna degli abitanti e dei numerosi turisti – sono molte le attrattive offerte di questa terra. Tra le cose più amabili c&#8217;è un prodotto tipico: l&#8217;Ansonica, cioè una qualità di vitigno da cui si produce un vino bianco con una tradizione millenaria che ne rende il consumo, una esperienza culturale prima ancora che gastronomica.</p>
<p>E&#8217; divertente infatti scoprire che un prodotto ha una storia, una sua genealogia. La vita di questo vino risale addirittura fino agli antichi romani quando “l&#8217;ansonaco”, prodotto sul Giglio, era già conosciuto e apprezzato, come testimoniano i reperti archeologici sparsi sull&#8217;isola.</p>
<p>Oggi a curare la tradizione di questo vino dal colore dorato e dal profumo del mediterraneo si occupa una <a href="http://www.isoladelgiglio-legreppe.it/">Cooperativa </a>“Le Greppe del Giglio”. Lo coltiva presso alcune zone del versante ovest come le “Secche”, il “Serrone”, e poi la zona di “Pietrabona”, “Capelrosso”, “Scoperto” e dell&#8217; “Olivello”. L&#8217;occasione di chi volesse saperne di più per farsi un giro per quelle terre che affacciano sul mare e nutrono col vento, la salsedine e il sole i vitigni. Un vino dunque, con una storia e una personalità.</p>
<p>A dirlo è addirittura il Petrarca che nel suo “Itinerarium ad Sepulcrum Domini”, ne parla così: “Ad dexteram Igilium Insula, vino et marmore nobilis” testimoniando che all&#8217;isola sono associate da secoli il vino e la pietra marmorea. Ma di quella non ci occupiamo, sebbene le due cose siano intimamente legate proprio dal termine “greppe”. Esso indica infatti, quei muretti a secco, caratteristici, che cercano di trattenere la poca terra disponibile alla coltivazione. L&#8217;isola è infatti – proprio come dice il Petrarca – un enorme pezzo di granito. L&#8217;Ansonaco è un vino aspro, asciutto, pieno di gusto, squisito nell&#8217; arrubinato colore, che, nell&#8217; intenso sapore di scoglio, racchiude quella forza e quella piacevolezza che lo rendono unico e impagabile.</p>
<p>Un vino che nasce da un&#8217; uva splendida, riguardo alla quale il poeta Stendhal non mancò di scrivere: &#8221; Je jette dans la mer les grappes d&#8217; un axcellent raisin qu&#8217; on nous apporte de l&#8217; Ile de Giglio&#8230;&#8221;Il vino, dalla gradazione di 13 gradi, il colore dorato, il sapore caldo, leggermente tannico e ad elevata sapidità, insomma resistente sul palato. Da cercare e assaporare.</p>
<p><a href="http://www.isoladelgiglio-legreppe.it/Contattaci.html">Per saperne di più</a> e per apprendere qualche particolare in più di questa &#8220;perla&#8221; del Mediterraneo e dello <a href="http://www.isoladelgiglio-legreppe.it/Ansonaco%20nel%20passato.html">straordinario vino</a> che vi si coltiva</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljournal.it/2012/lansonico-un-tesoro-del-giglio/315203/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

