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	<title>ilJournal.it &#187; Internet</title>
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	<description>Il Quotidiano online con notizie, inchieste, opinioni senza compromessi</description>
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		<title>50 mila follower? 20 dollari</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra modica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La compravendita di fan e follower sui social network sta diventando una pratica comune. Anche per le imprese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-345033" href="http://www.iljournal.it/2012/50-mila-follower-20-dollari/345026 /buy-twitter-follower-g_01_774"><img class="alignleft size-full wp-image-345033" title="buy-twitter-follower-g_01_774" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/buy-twitter-follower-g_01_774.jpg" alt="" width="301" height="150" /></a>Avevamo già parlato della possibilità di comprare &#8216;<a href="http://www.iljournal.it/2011/quanto-costa-un-follower-su-twitter/291875">follower</a>&#8216; su Twitter, e di come ne abbiano approfittato ampiamente <a href="http://www.iljournal.it/2012/politici-e-social-network-quando-il-follower-e-un-fantasma/316681">politici</a> e <a href="http://www.iljournal.it/2012/fan-a-pagamento-sui-social-network/324213">singoli individui </a>. Adesso anche le aziende vengono &#8220;accusate&#8221;, se così si può dire, di acquistare pacchetti di fan sul social network.</p>
<p>&#8220;L&#8217;80% dei follower delle aziende italiane è finto&#8221;, questo è quanto dichiarato da Marco Camisani Calzolari, imprenditore digitale conosciuto su internet per aver realizzato il network <a href="https://www.forzasilvio.it/">Forzasilvio.it</a>. Ho pagato 20 dollari- ha continuato- per ottenre 50mila follower su <a href="http://www.twitter.com">Twitter</a> e 30 dollari per 6mila &#8216;mi piace&#8217; su <a href="http://www.facebook.com">Facebook</a>&#8220;. Prezzi ragionevolissimi per le grandi aziende, che non esitano a spendere qualche soldo per incentivare la fama della propria impresa.</p>
<p>Non si tratta solo di utenti fantasma: tra fan e follower a pagamento si trovano anche persone che utilizzano l&#8217;affiliazione come moneta di scambio. I siti <a href="http://letusfollow.com/">Letusfollow.com</a> e <a href="http://growfollowers.com/">Growfollowers.com</a> d&#8217;altronde si occupano proprio di questo. Mentre <a href="http://www.seoclerks.com/">Seoclerks,com</a> è il posto giusto dove acquistare utenti inesistenti, ma anche link falsi per aumentare l&#8217;indicizzazione dei siti e molto altro ancora.</p>
<p>&#8220;Tutte le web agency agiscono in questo modo- ha sottolineato Calzolari, parlando di un vero e proprio mercato nero dei fan e delle sponsorizzazioni- E&#8217; ora di dire basta&#8221;.</p>
<p>E dopo queste dichiarazioni è difficile prevedere che tipo di ritorsioni ci saranno contro le imprese &#8220;poco sincere&#8221; che hanno pagato per avere dei seguaci. Forse gli utenti, quelli veri, comprenderanno che il numero dei contatti, da solo, non conta nulla, e che sono i contenuti condivisi, sui social network, a fare la differenza.</p>
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		<title>Facebook dal 2004 a oggi in meno di 3 minuti</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/facebook-dal-2004-a-oggi-in-meno-di-3-minuti/344460</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal milione di utenti nel 2004 ai 900 nel 2012, la crescita di Facebook in meno di tre minuti nella video animazione del Guardian ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><div class="publyz" style="display: block;height: 75px;overflow: hidden;text-align: center;clear: both;"><!-- PUBLY -->
<iframe id='ae5460ae' name='ae5460ae' src='http://adsy.publy.it/www/delivery/afr.php?zoneid=701&cb=1452639725' frameborder='0' scrolling='no' width='468' height='60'><a href='http://adsy.publy.it/www/delivery/ck.php?n=ac62adcc&cb=1452639725' target='_blank'><img src='http://adsy.publy.it/www/delivery/avw.php?zoneid=701&cb=1452639725&n=ac62adcc' border='0' alt='' /></a></iframe>
<!-- DO NOT MODIFY --></div></p><p><a rel="attachment wp-att-344472" href="http://www.iljournal.it/2012/facebook-dal-2004-a-oggi-in-meno-di-3-minuti/344460 /9_facebook-growth-slows"><img class="alignleft size-full wp-image-344472" title="9_Facebook Growth Slows" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/9_Facebook-Growth-Slows.jpeg" alt="" width="212" height="146" /></a>Facebook sta per sbarcare in borsa con una quotazione che potrebbe stabilirsi tra i 96 e i 104 miliardi di dollari. Ammettiamo pure che non vada oltre i 96 miliardi, questa cifra è comunque quasi tre volte il Pil del Kenya. Alla fine del 2004 il sito di social network aveva un milione di iscritti ed era presente in tutti i college degli Stati Uniti. In 8 anni gli utenti sono diventati 900 volte tanto, ovvero 900 milioni di iscritti. Facebook è ora presente in quasi tutti i paesi del mondo ed è tradotto in 70 lingue. Una persona su tre rispetto ai due miliardi di utenti internet mondiali è su Facebook. Una crescita vertiginosa soprattutto se ripercorsa attraverso i dati, come ha fatto il Guardian con un <a href="http://www.guardian.co.uk/news/datablog/2012/may/15/facebook-ipo-data">lavoro</a> di data journalism affidandone la visualizzazione all&#8217;animatrice Mariana Santos che ha realizzato questo video</p>
<p><object width="460" height="370"><param name="movie" value="http://www.guardian.co.uk/video/embed" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="flashvars" value="endpoint=http://www.guardian.co.uk/news/datablog/video/2012/may/15/facebook-biggest-social-network-animation/json" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="460" height="370" src="http://www.guardian.co.uk/video/embed" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="endpoint=http://www.guardian.co.uk/news/datablog/video/2012/may/15/facebook-biggest-social-network-animation/json"></embed></object></p>
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		<title>Parla David Karp, il re di Tumblr</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/parla-david-karp-il-re-di-tumblr/343408</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 13:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucandrea massaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[David Karp]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Tumblr]]></category>

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		<description><![CDATA[Una piattaforma ancora poco utilizzata in Italia, ma un enorme potenziale di pagine e di crescita: già 120 milioni gli utenti, ne parla il fondatore David Karp.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-343422" href="http://www.iljournal.it/2012/parla-david-karp-il-re-di-tumblr/343408 /karp"><img class="alignleft size-full wp-image-343422" title="Karp" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/Karp.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a>Un po&#8217; twitter, un po&#8217; blog è questo &#8220;Tumblr&#8221; ed è nato un po&#8217; per gioco nel 2006, ma ora è uno dei giganti del web con i suoi 120 milioni di utenti e incalza Twitter e Facebook con cui però non condivide la filosofia di fondo. Su Tumblr, dice il giovanissimo fondatore, si guardano le cose &#8220;dal punto di vista di chi le ha vissute&#8221;, in maniera intimista.</p>
<blockquote><p><strong>Cosa vuol fare di Tumblr?</strong><br />
&#8220;L&#8217;obiettivo di Tumblr è rendere il blogging super-facile per chiunque. Apple vendendo applicazioni di terzi sulla propria piattaforma ha creato un mercato di svariati miliardi di dollari in cui sono nate aziende come Rovio o Instapaper. Noi vogliamo dare a sviluppatori e designer, che sono le nostre rock star, la possibilità di creare sempre nuove funzionalità, non solo temi. Offriremo ai nostri utenti l&#8217;opzione di acquistare una funzione, ma anche quella di finanziare il lavoro di uno sviluppatore perché crei prodotti di cui hanno bisogno, come per esempio strumenti per l&#8217;e-commerce. Il progetto è costruire strumenti creativi che permettano di aggiungere funzioni come portfolio per fotografi, video player per videomaker, format che consentano anche a un ristoratore di creare un sito originale per il proprio locale. Voglio che Tumblr dia valore ai creatori e offra i migliori strumenti ai creativi, perché a Google e Facebook questo non interessa&#8221;.</p></blockquote>
<p>leggi il resto <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/05/12/news/intervista_fondatore_tumblr-34928447/">qui</a>.</p>
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		<title>Francia: giornalista licenziato per un tweet</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/il-primo-giornalista-francese-licenziato-per-un-tweet/342678</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Commento]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierre Salviac]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama Pierre Salviac ed era un giornalista sportivo della radio RTL. É stato licenziato per un tweet sessista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-342683" href="http://www.iljournal.it/2012/il-primo-giornalista-francese-licenziato-per-un-tweet/342678 /318814_le-journaliste-pierre-salviac-le-27-novembre-2004-au-stade-de-france-a-saint-denis-pres-de-paris"><img class="alignleft size-full wp-image-342683" title="318814_le-journaliste-pierre-salviac-le-27-novembre-2004-au-stade-de-france-a-saint-denis-pres-de-paris" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/318814_le-journaliste-pierre-salviac-le-27-novembre-2004-au-stade-de-france-a-saint-denis-pres-de-paris.jpg" alt="" width="175" height="116" /></a>“A tutte le mie colleghe dico: fate sesso utile, avrete una chance di ritrovarvi Première dame di Francia”. In chiusura una faccina che strizza l&#8217;occhio  ; )</p>
<p>Era la mattina del 9 maggio scorso quando Pierre Salviac, 65 anni, giornalista sportivo esperto di rugby per l&#8217;emittente radiofonica francese RTL ha lanciato questi pochi caratteri su Twitter senza sapere che gli sarebbero costati il posto di lavoro. Il riferimento è ovviamente a Valerie Trierweiler, ex giornalista politica e ora compagna del nuovo presidente francese François Hollande.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-342680" href="http://www.iljournal.it/2012/il-primo-giornalista-francese-licenziato-per-un-tweet/342678 /1-30"><img class="alignleft size-full wp-image-342680" title="1" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/13.jpg" alt="" width="360" height="126" /></a></p>
<p>Il tweet di  Pierre Salviac ha immediatamente suscitato una serie di reazioni indignate da parte degli utenti della piattaforma di microblogging che lo hanno accusato di machismo e di aver pubblicato un commento “sessista”. Per questo hanno espressamente chiesto una presa di posizione del suo editore che inizialmente ha condannato il commento di  Pierre Salviac per poi annunciarne il <a href="http://bigbrowser.blog.lemonde.fr/2012/05/09/sexisme-le-journaliste-pierre-salviac-licencie-apres-un-tweet-injurieux-sur-valerie-trierweiler/">licenziamento</a>.</p>
<p>Pierre Salviac ha chiesto scusa e ritirato il suo tweet ma qualche ora fa, a riguardo di questa faccenda, ha scritto sempre su Twitter</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>À tous ceux qui me tel pour réaction je dis que toute ma carrière j&#8217;ai fait mienne 7 devise &#8220;les faits sont sacrés le commentaire est libre&#8221;</p>
<p>— pierre salviac (@pierresalviac) <a href="https://twitter.com/pierresalviac/status/200453414180765697">Mag 10, 2012</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js"></script>.</p>
<p>Pierre Salviac, che comunque è diventato il primo giornalista ad essere licenziato per un tweet, non è nuovo a questo tipo di interventi in rete. A gennaio aveva postato un commento alla notizia che il 63% dei francesi è favorevole ad una legge per regolamentare le unioni tra gay  giudicato omofobo dalla rete  <a rel="attachment wp-att-342681" href="http://www.iljournal.it/2012/il-primo-giornalista-francese-licenziato-per-un-tweet/342678 /2-28"><img class="alignleft size-full wp-image-342681" title="2" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/24.jpg" alt="" width="329" height="112" /></a></p>
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		<title>La questione dei profili Twitter hackerati</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/la-questione-dei-profili-twitter-hackerati/342267</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 15:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizialmente si è parlato di 55mila password Twitter rubate e pubblicate online ma a un'analisi più attenta non sembra si sia trattato di un vero attacco hacker ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-342268" href="http://www.iljournal.it/2012/la-questione-dei-profili-twitter-hackerati/342267 /twitter2"><img class="alignleft size-full wp-image-342268" title="twitter2" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/twitter2.jpg" alt="" width="256" height="170" /></a>Martedì alcuni hacker informatici, che affermano di essere parte del gruppo Anonymous, hanno pubblicato online una lista di 55mila profili di utenti Twitter con tanto di password. La lista, di cinque pagine, è stata postata  sul sito di condivisione Pastebin.com. (<a href="http://pastebin.com/Kc9ng18h">1</a> &#8211; <a href="http://pastebin.com/Kc9ng18h">2</a> &#8211; <a href="http://pastebin.com/Kc9ng18h">3</a> &#8211; <a href="http://pastebin.com/fw43srjY">4</a> &#8211; <a href="http://pastebin.com/jv4LBjPX">5</a>)Gli amministratori della piattaforma di microblogging hanno subito invitato gli utenti, che si presumeva fossero stati colpiti dall&#8217;azione di hacker, ha reimpostare la propria password e contestualmente hanno avviato un&#8217;indagine più approfondita per capire cosa fosse accaduto.</p>
<p>A questo punto sono emersi alcuni particolari che hanno allontanato l&#8217;ipotesi di un attacco hacker vero e proprio. Secondo quanto comunicato da Twitter:</p>
<p>1 La metà dei profili di cui erano stati resi pubblici i dettagli, circa 20mila, erano in realtà utenti duplicati (sebbene non specificato “duplicati” potrebbe voler dire profili creati con nickname simile all&#8217;originale).</p>
<p>2 La gran parte dei profili contenuti nella lista e che non sembravano esser stati duplicati, sono comunque account spam già sospesi in passato.</p>
<p>3 Alcuni account hanno dei nomi precisi ma sono associati a password errate</p>
<p>Il fatto che la maggior parte degli account contenuti nella lista resa pubblica siano relativi a profili spam già sospesi da Twitter, potrebbe far pensare, <a href="http://bits.blogs.nytimes.com/2012/05/08/the-twitter-attack-that-wasnt/">ipotizza</a> il New York Times, che la finta, o maldestra, azione di hackeraggio sia in realtà una rappresaglia proprio per la cancellazione di questi profili.</p>
<p>Twitter, che comunque non ha sottovalutato la situazione, fa sapere che le indagini continuano.</p>
<p>Questa vicenda segue di poche ore un&#8217;altra notizia che ha come protagonista sempre la piattaforma di microblogging: Twitter si è <a href="http://www.telegraph.co.uk/technology/twitter/9253869/Twitter-protects-Occupy-protestors-tweets-from-US-court.html">opposto</a>, con un&#8217;istanza al tribunale dello Stato di New York, a un ordine con cui i giudici hanno richiesto alla società di fornire informazioni sull&#8217;account di uno degli iscritti. Nello specifico si tratta di  Malcolm Harris, un appartenente al movimento Occupy Wall Street, sotto processo per aver compiuto azioni non concesse durante una manifestazione. Come visto spesso i social network forniscono le informazioni alla polizia prima che gli utenti vengano avvisati. In questo caso Twitter oltre ad opporsi alla richiesta, affermando che le conversazioni di  Harris sulla piattaforma sono comunque di sua proprietà e non della società, ha avvertito preventivamente l&#8217;interessato dandogli modo di decidere la propria difesa.</p>
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		<item>
		<title>Pinterest diventa Pinternational</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 06:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il social media di condivisione di immagini e fotografie cerca di espandersi ancora di più, diventando "internazionale".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-341669" href="http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /10-9"><img class="alignleft size-large wp-image-341669" title="10" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/10-1024x732.jpg" alt="" width="221" height="158" /></a>In poco tempo è diventato il social media più amato a livello internazionale, passando dai 1,2 milioni di utenti ad agosto del 2011 agli 11 milioni di gennaio 2012. Si tratta di Pinterest (da Pinboard= bacheca e Interest= interesse) , un social network dedicato alla condivisione di fotografie e immagini, ma anche di idee, e spunti artistici, che vengono pubblicati in una bacheca collettiva. Una bacehca in cui tutti gli utenti possono creare e gestire i propri album di immagini, in base a temi predefiniti o creati da loro stessi. Un posto dove condividere tutto ciò che si pensa possa essere interessante.</p>
<p>Non esattamente un antagonista di <a href="http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn">Facebook</a> o <a href="http://twitter.com/">Twitter</a>, né un sito in competizione con <a href="http://www.flickr.com/">Flickr</a>. <a href="http://pinterest.com/">Pinterest</a>, che è collegato agli altri social network e può interagire con essi, è semplicemente un sito dove &#8220;attaccare&#8221; tutto ciò che piace e che si vuole far conoscere al resto del mondo.</p>
<p>E presto si allargherà. Sul<a href="http://blog.pinterest.com/"> blog</a> ufficiale, infatti, alcuni giorni fa è apparso un <a href="http://blog.pinterest.com/post/22286872324/seeking-pinterest-translators">post </a> molto particolare: un annuncio di ricerca di traduttori di lingua francese, tedesca, giapponese, portoghese, spagnola (con la speranza di aver presto bisogno anche di persone in grado di tradurre in olandese, greco, italiano, coreano, polacco, russo, cinese, turco). Il sito basa tutto sulle immagini in realtà, ma per diventare davvero globale ha deciso di diventare ancora più internazionale. Un Pinternational, appunto, tradotto in tutte le lingue, in modo da organizzare nel migliore dei modi ciò che di bello si trova sul web.</p>
<p>E per capire meglio cos&#8217;è Pinterest, ecco alcune delle foto pubblicate sul sito nelle ultime ore.</p>

<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /1-28' title='1'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/11-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" title="1" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /2-25' title='2'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/21-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" title="2" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /3-21' title='3'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/33-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" title="3" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /4-22' title='4'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/41-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" title="4" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /5-19' title='5'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/51-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" title="5" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /6-16' title='6'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/61-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" title="6" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /7-12' title='7'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/71-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" title="7" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /8-8' title='8'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/8-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" title="8" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /9-10' title='9'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/9-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" title="9" /></a>
<a href='http://www.iljournal.it/2012/pinterest-diventa-pinternational/341652 /10-9' title='10'><img width="90" height="90" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/10-90x90.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" title="10" /></a>

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		<title>#Scopri, l&#8217;ultima novità di Twitter</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 09:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[#scopri]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Il social network diventa sempre più "agenzia di stampa" per il web e aggiunge la scheda #Scopri, per rendere rintracciabili le fonti dei suoi tweet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-339912" href="http://www.iljournal.it/2012/scopri-lultima-novita-di-twitter/339907 /disco_final"><img class="alignleft size-large wp-image-339912" title="#scopri" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/disco_final-1024x569.jpg" alt="" width="258" height="144" /></a>Twitter, il social network utilizzato dai <a href="http://www.iljournal.it/2011/l%E2%80%99esplosione-di-twitter-in-italia/283267">giornalisti</a> spesso come fonte di news, punta sull&#8217;affidabilità. Dopo la <a href="http://www.iljournal.it/2012/rossella-urru-un-tweet-non-fa-la-storia/317929">falsa notizia</a> della liberazione di <a href="http://www.iljournal.it/2012/rossella-urru-chiesto-un-riscatto-di-30-mlioni/339710">Rossella Urru </a> lo scorso marzo, il <a href="https://twitter.com/">microblog</a> sul quale ogni giorno spuntano più di un miliardo di tweet, aggiunge la scheda <a href="https://twitter.com/i/discover">#Scopri</a> (#Discover in inglese) per migliorare i suoi servizi e rendere più sicure le proprie fonti.</p>
<p>Si tratta di una novità che potrebbe rivelarsi molto importante per chi su Twitter cerca storie da raccontare. Infatti con #Scopri sarà possibile risalire alla fonte da cui la notizia, condivisa poi dagli altri utenti del social network, è stata lanciata. La possibilità di verificare la fonte di una notizia, naturalmente, renderà più affidabile e sicuro il microblog nel caso di avvenimenti di una certa rilevanza. Questo non comporterà la scomparsa delle notizie non pubblicate dai quotidiani maggiori. Semplicemente, tra i trend i tweet compariranno ordinati per attendibilità della fonte. Inoltre, su #Scopri si troveranno anche tutti gli utenti che hanno condiviso le storie &#8216;cinguettate&#8217;.<br />
In pratica, le storie non appariranno più come tweets, ma con il titolo e l’introduzione della notizia così come sono sul sito da cui provengono. Al di sotto ci saranno i link per twittare la storia ed esprimere il proprio punto di vista e controllare chi ha tweettato su quell&#8217;argomento. Il miglioramento non è stato ancora completato e ci saranno ulteriori novità. Inoltre sarà possibile effettuare le stesse operazioni tramite l’applicazione mobile di Twitter sia per Android che per iOS.</p>
<p>E in questo modo Twitter si fa sempre più oggettivo e nello stesso tempo simile a <a href="http://www.facebook.com">Facebook</a>, dove già era possibile risalire alla fonte delle notizie in maniera diretta. I tweet non saranno più decontestualizzati, ma inseriti nella loro specifica cornice. E #Scopri non mostrerà soltanto le tendenze più popolari, ma anche le storie più seguite e twittate dagli utenti. Sotto ogni notizia, infatti, è possibile visualizzare tutti i Tweet legati a quella storia.<br />
Gli utenti, però, non hanno accolto con grande entusiasmo la novità. Al hashtag #Scopri si leggono commenti piuttosto ironici sulla reale utilità di questo nuovo servizio. E così #lesbiagron scrive &#8220;twitter cambia ogni santa volta, aggiunge cavolate inutili come #scopri e &#8220;espandi&#8221;, ma non aggiunge mai caratteri per un tweet&#8221;. Mentre #Mo Vediamo tweetta: &#8220;Adesso se premi su #Scopri i titoli delle notizie sono in azzurro. Si prevede boom di iscrizioni&#8221;.</p>
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		<title>Agcom: niente norme sul copyright in rete</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/agcom-per-ora-niente-norme-sul-copyright-in-rete/339715</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 16:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Agcom]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Calabrò]]></category>
		<category><![CDATA[Fine mandato]]></category>
		<category><![CDATA[pirateria]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento]]></category>
		<category><![CDATA[Relazione finale]]></category>

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		<description><![CDATA[Salta la delibera dell'Agcom sulla regolamentazione del copyright in rete ed è polemica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-339741" href="http://www.iljournal.it/2012/agcom-per-ora-niente-norme-sul-copyright-in-rete/339715 /015802-corrado-calabro-agcom"><img class="alignleft size-full wp-image-339741" title="015802-Corrado-Calabro-Agcom" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/015802-Corrado-Calabro-Agcom.jpg" alt="" width="267" height="177" /></a>Nella relazione di fine mandato, presentata oggi in Senato, il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), Corrado Calabrò, ha affermato, <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/05/02/Agcom-serve-riforma-Rai-nostre-proposte-inascoltate_6802793.html">tra le altre cose</a>, che l&#8217;Autorità non delibererà sulle norme in difesa del diritto d&#8217;autore in internet fino a quando il Governo non le farà sue con un provvedimento.</p>
<p>Il regolamento era stato accolto con una levata di scudi da parte degli utenti di internet preoccupati che potesse in qualche modo limitare la libertà di espressione e informazione online.</p>
<p>[<a href="http://www.iljournal.it/2012/lagcom-e-il-controllo-su-internet/328085">L’Agcom e il controllo su Internet</a>]</p>
<p>Il presidente Calabrò ha quindi più volte ribadito che il regolamento, messo a punto dall&#8217;Agcom, dovrebbe essere adottato con un provvedimento del Governo. Cosa che fino ad oggi non è avvenuta. Così scrive Calabrò nella <a href="http://www.agcom.it/Default.aspx?DocID=8612">relazione finale</a> riguardo la questione</p>
<blockquote><p>L’intesa era però che il Governo avrebbe adottato una norma di interpretazione autentica che rendesse leggibili per tutti le norme primarie che inquadrano la nostra competenza. E’ vero che una tale norma non è indispensabile, ma sarebbe certamente utile in una materia, qual&#8217;è quella in questione, nella quale, per la sua sensibilità, è auspicabile la massima chiarezza. Finché il Governo non adotterà questa norma, noi – almeno in questa Consiliatura – non ci sentiremo tenuti alla deliberazione del regolamento, pur così equilibrato, che abbiamo predisposto e messo a punto con ampia consultazione.</p></blockquote>
<p>Immediate le critiche avanzate da Confindustria Cultura Italia, il cui presidente Marco Polillo, ha <a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201205021552-eco-rt10191-web_confindustria_cultura_spread_tra_legalita_e_pirateria">detto</a>:”Questo e&#8217; un giorno triste in Italia per il diritto d&#8217;autore, perche&#8217; a causa dell&#8217;inerzia dell&#8217;AGCOM si e&#8217; allargato lo &#8216;spread&#8217; tra legalita&#8217; e pirateria su internet&#8221; &#8211;  E ancora &#8211; &#8220;L&#8217;incomprensibile dietrofront del presidente Calabro&#8217; rispetto agli impegni pubblici da lui stesso presi in Senato e poi alla Camera lascia sgomenti. Non avremmo mai creduto che un uomo delle istituzioni si lasciasse influenzare da cattivi consiglieri e dagli estremisti della rete, che pretendono un web anarchico dove e&#8217; possibile calpestare ogni forma di diritto. Per due anni l&#8217;AGCOM ha lavorato ad un provvedimento che rendesse efficace il contrasto alle piattaforme pirata che stanno distruggendo l&#8217;industria della cultura italiana: malgrado l&#8217;enorme lavoro e l&#8217;ampio consenso questa Autorita&#8217; ha preferito non decidere dandola vinta a chi si arricchisce illegalmente con il nostro lavoro. Il risultato e&#8217; sotto gli occhi di tutti: e&#8217; stato affossato un provvedimento che aveva incassato l&#8217;assenso della Commissione UE, del Parlamento, del Governo in carica. Non lo diciamo solo noi: il report 301 del Governo USA conferma il nostro Paese nella watch list degli stati a piu&#8217; alto tasso di pirateria e contraffazione, puntando il dito sull&#8217;incapacita&#8217; di adottare un regolamento tecnico per contrastare piu&#8217; efficacemente le violazioni della proprieta&#8217; intellettuale sulle reti digitali”.</p>
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		<title>Diventare donatori di organi su Facebook</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/diventare-donatori-di-organi-su-facebook/339453</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 06:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[donazione organi]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Diventare donatori di organi diventa un'esperienza 'social' in Usa e Gran Bretagna, grazie a Facebook che aggiunge una nuova funzione per dare una speranza in più e un aiuto concreto a tutti coloro che attendono un trapianto di organi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-339458" href="http://www.iljournal.it/2012/diventare-donatori-di-organi-su-facebook/339453 /fb-organ-donor"><img class="alignleft size-full wp-image-339458" title="FB organ donor" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/05/FB-organ-donor.jpg" alt="" width="295" height="165" /></a>L&#8217;ultima novità di <a href="http://www.iljournal.it/2012/da-oggi-facebook-ha-i-suoi-antivirus/337905">Facebook</a> è stata comunicata ai suoi utenti direttamente dal suo creatore, Mark Zuckerberg, ieri, durante lo show &#8216;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Good_Morning_America">Good Morning America</a>&#8216;.<br />
E&#8217; in arrivo, per ora esclusivamente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, la funzione &#8216;Organ donor&#8217; (donatore di organi), che permetterà, a chi ne fa uso, di registrarsi sugli elenchi ufficiali dei donatori direttamente dall&#8217;interno del social network, rendendo nota quest&#8217;informazione a tutti i propri amici. Un&#8217;idea che, a detta dello stesso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Zuckerberg">Zuckerberg</a>, &#8220;può salvare migliaia di vite umane&#8221;, e che permetterà contemporaneamente di accedere più facilmente ai registri per la donazione degli organi e di diffondere l&#8217;idea della donazione, visto che ogni anno ci sono 114mila persone che aspettano un trapianto e che quindi è necessario moltiplicare il numero dei donatori.</p>
<p>Il servizio è molto facile da usare: nella sezione &#8216;Live Event&#8217; (Eventi della vita, avvenimenti importanti) del profilo <a href="http://www.facebook.com">Facebook</a> delle versioni statunitense e britannica del social network più conosciuto e usato al mondo, è stata aggiunta la voce &#8216;Organ donor&#8217; all&#8217;interno della categoria &#8216;Salute e benessere&#8217;. &#8220;Facebook- ha affermato Zuckerberg durante il programma- è un luogo in cuici si comunicano storie personali. E io penso che la gente possa concretamente aiutare a diffondere la cultura della donazione,in modo da far partecipare e far intervenire su questo tema tutti i propri amici&#8221;.</p>
<p>Grande soddisfazione da parte del gruppo no-profit <a href="http://donatelife.net/">Donate Life Of America</a> che collabora con Facebook. &#8220;Non potremo mai ringraziare abbastanza Facebook per l&#8217;aiuto che ci sta dando a salvare vite umane incoraggiando gli americani a registrarsi come donatori di organi, occhi e tessuti- ha dichiarato David Fleming, presidente e Ceo del gruppo- Migliaia di vite saranno salvate grazie a questa iniziativa, che dà anche grandi speranze a chi aspetta una donazione&#8221;.</p>
<p>A ispirare Mark per questa iniziativa sono stati sia la fidanzata, Priscilla Chan (studentessa di medicina) che l&#8217;amico Steve Jobs, che era stato sottoposto a un trapianto di fegato prima di morire, e che in questo modo aveva potuto allungare la sua vita.</p>
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		<title>Da oggi Facebook ha i suoi antivirus</title>
		<link>http://www.iljournal.it/2012/da-oggi-facebook-ha-i-suoi-antivirus/337905</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 10:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Antivirus]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[marketplace]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta con trojan e malware presi da Facebook: l'azienda ha creato il Marketplace, dove si possono trovare antivirus con licenza gratuita fino a 6 mesi, per difendersi dalle insidie del web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-337908" href="http://www.iljournal.it/2012/da-oggi-facebook-ha-i-suoi-antivirus/337905 /facebook-antivirus-marketplace"><img class="alignleft size-full wp-image-337908" title="facebook-antivirus-marketplace" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2012/04/facebook-antivirus-marketplace.jpg" alt="" width="377" height="203" /></a>Si chiama Marketplace: è l&#8217;ultimo arrivato in casa <a href="http://www.iljournal.it/2011/i-30-giovani-che-stanno-cambiando-il-mondo/290155">Zuckerberg</a>, ed è un antivirus speciale, progettato appositamente per <a href="http://www.iljournal.it/?cx=partner-pub-9002107795001714%3A10mcz5-mz2u&amp;cof=FORID%3A10&amp;ie=ISO-8859-1&amp;s=gooogle&amp;q=facebook&amp;sa=Cerca&amp;siteurl=www.iljournal.it%2F%3Fs%3Dfacebook&amp;ref=www.iljournal.it%2F%3Fs%3Dzuckerberg&amp;siteurl=www.iljournal.it%2F%3Fs%3Dfacebook&amp;ref=www.iljournal.it%2F%3Fs%3Dzuckerberg&amp;siteurl=www.iljournal.it%2F%3Fs%3Dfacebook&amp;ref=www.iljournal.it%2F%3Fs%3Dzuckerberg">Facebook</a>. Una sorta di store dedicato alla sicurezza on line, al quale hanno collaborato Symantec, Mcafee, Trend Micro, Sophos e Microsoft, e dove si possono scaricare protezioni contro trojan, malware e altri elementi insidiosi che possono trovarsi in rete, con licenze gratuite che vanno da 6 mesi a 1 anno.</p>
<p>In questo modo il <a href="http://www.facebook.com/">social network </a>con più utenti al mondo ha deciso di proteggere i suoi fedelissimi iscritti, che ultimamente erano stati oggetto di attacchi di virus di ogni genere tramite le proprie bacheche.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di rendere Facebook un posto più sicuro, tutelando maggiormente i propri utenti, che beneficeranno dell&#8217;accordo tra l&#8217;azienda con le case produttrici di software antivirus, le quali, a loro volta, grazie a questa collaborazione, acquisteranno maggior visibilità. Tra gli antivirus scaricabili già da oggi inizialmente in maniera totalmente gratuita ci sono Home Edition di Sophos, Norton AntiVirus di Symantec, Microsoft Security Essentials di Microsoft, McAfee Internet Security 2012 di MacAfee, Anti-Virus for Mac, Smart Surfing e Titanium di TrendMicro.</p>
<p>Nonostante lo spam per ora su Facebook rappresenti soltanto il 4% del totale dei contenuti (una percentuale irrisoria se si considera che lo spam diffuso attraverso le mail corrisponde al 90% dei  contenuti), gli oltre un miliardo di utenti del social network fanno gola ai cyber-criminali, e dopo l&#8217;intervento del <a href="http://intelligence.house.gov/bill/cyber-intelligence-sharing-and-protection-act-2011">Cispa</a> (Cyber-Intelligence Sharing and Protection Act) il Facebook Security Team ha ritenuto opportuno dare ai propri utenti una difesa in più, con i prodotti forniti dal Marketplace, che consentono di individuare virus in ogni pagina web. Per il vice presidente delle policy pubbliche di Facebook, infatti, quello della sicurezza è un sistema molto delicato. &#8220;Il Cispa è uno strumento utile- ha dichiarato- per condividere velocemente informazioni su nuovi attacchi e minacce con tutti i soggetti interessati, governativi e privati&#8221;. Ma bisogna far attenzione a garantire comunque la privacy dei propri utenti, e questo è quello che vuole fare Facebook. </p>
<p>Inoltre, Facebook proteggerà gli utenti con un sistema di controllo potenziato delle url potenzialmente pericolose presenti sul social network e contribuirà all&#8217;aggiornamento delle pagine dedicate alla sicurezza, con informazioni preziose per la prevenzione dei rischi.<br />
&#8220;Niente è più importante per noi della sicurezza delle persone che usano Facebook, e dei loro dati- sostengono i portavoce dell&#8217;azienda- Il Facebook Security Team è stato pioniere di molti innovativi sistemi di sicurezza contro virus, spam e attacchi phisshing- e promettono- E il nostro lavoro non finisce qui&#8221;.</p>
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